Cari amici,

                ecco il programma dettagliato di questa straordinaria avventura in Africa occidentale. I posti sono decisamente limitati. Chi pensa di iscriversi, lo faccia al più presto. Darò la precedenza in ordine temporale.

 

GUINEA  !

Dalle isole Bijagos alla foresta tropicale

 

Spedizione attraverso l’Africa tradizionale

 

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO – Corso di reportage e fotografia di Angelo Tondini

 

1° giorno / Milano (Roma) – Casablanca – Dakar - Bissau

Partenza con volo di linea Royal Air Maroc per Casablanca e Dakar e quindi coincidenza per Bissau, nella Guinea Bissau. Arrivo in nottata, accoglienza con trasferimento e pernottamento in hotel.

 

2°-3°-4° giorno / Isole Bijagos (l’arcipelago incantato)

Dopo la prima colazione in hotel, partenza con catamarano o con motoscafo. I due giorni e mezzo di navigazione cominceranno su un corso d’acqua immerso in una densa foresta di mangrovie. Una volta raggiunto l’estuario e con esso l’oceano, si punterà in direzione del leggendario arcipelago delle Bijagos. Distante circa 40 miglia dalla costa, è il più importante del continente, composto da 16 isole abitate e da decine di altre deserte. Tra un’isola e l’altra la bassa marea fa affiorare dei banchi di sabbia. Il verde intenso delle foreste che ricoprono le isole, la sabbia bianca delle spiagge che si estendono a vista d’occhio popolate solo da uccelli, le rocce scure che contrastano con il blu del mare: una meraviglia. Gli abitanti dell’etnia Bijagos, grazie all’isolamento dell’arcipelago, all’assenza di trasporti e all’attaccamento alle loro tradizioni, sono stati poco influenzati dal mondo esterno. Le donne si vestono ancora con il saiya, un gonnellino in fibre di paglia. La vita dei villaggi è ritmata dall’uso delle maschere, spesso utilizzate in cerimonie segrete e che sono custodite gelosamente. Faremo il campo su spiagge selvagge. Percorrendo il canale di Anabaca in una giungla di mangrovie per raggiungere la riserva naturale dell’isola di Orango, dove centinaia di uccelli, tartarughe, coccodrilli e rari ippopotami coabitano in un ecosistema perfetto. Su queste isole si partirà alla  scoperta dei villaggi più isolati, per incontrare dei feticheur e dei capi tradizionali, per assistere ad antiche e spesso segrete cerimonie di queste popolazioni che scolpiscono delle statuette rituali e praticano riti di iniziazione. Ritorno sul continente in fine mattinata del 4° giorno e partenza per via terrestre verso il nord della Guinea Bissau. Pernottamento in hotel locale a Gabu il quarto giorno.

I campi mobili sono allestiti ogni sera con gli equipaggiamenti a bordo della barca o degli automezzi. Sono fornite tende del tipo ad igloo per due persone o in singola e materassini in gommapiuma. Per il montaggio delle tende, molto facile e veloce, è necessaria la collaborazione dei partecipanti. Per le cene si utilizzeranno tavoli e sedie. La cucina sarà curata da un cuoco locale.

 

5°-6° giorno / i Bassari, le etnie animiste

Dopo la frontiera, entreremo in Guinea Conakry dove scopriremo i villaggi dell’etnia Bassari, restati fedeli all’animismo tradizionale ed all’uso delle maschere. I Bassari praticano dei riti di iniziazione tanto per uomini che per donne, che hanno la funzione di separarli in classi di età.  Saremo ricevuti dagli anziani e dai capi tradizionali. Se la fortuna ci assiste, potremo partecipare ad una festa tradizionale ed all’uscita di maschere. Una pista, nel verde della foresta, ci condurrà  nella regione meno conosciuta del Fouta Djalon, superando montagne, foreste e vallate. L’attraversamento dei fiumi si farà tramite ferry, azionati a manovella da personale locale. Campi.

 

7°-8° giorno /  Il Fouta Djalon (il massiccio dei Peul)

Il Fouta Djalon è il più importante massiccio montagnoso dell’Africa Occidentale. Grazie al suo clima fresco e salubre era il luogo preferito dai Francesi per le loro vacanze durante il tempo coloniale. Di quel tempo restano boschi di abeti. Il Fouta Djalon è la regione più celebre e spettacolare della Guinea: montagne, altopiani e savane si alternano a profonde valli umide. In fondo a queste valli  troviamo risaie e foreste. I corsi d’acqua e le cascate arricchiscono il paesaggio. Su questo territorio vivono i Peul, celebri per la loro bellezza e considerati i più grandi allevatori di bovini dell’Africa Occidentale. Una pista attraverso le montagne ci condurrà alle cascate di Kinkon, le più spettacolari di questa parte d’Africa. Traverseremo un “ponte naturale” in pietra per raggiungere i villaggi più isolati, composti da grandi capanne in argilla decorate con bassorilievi, alti tetti conici rivestiti da diversi strati di paglia. Saremo ricevuti dal capo tradizionale Peul che, insieme con i notabili, ci racconterà la storia del suo popolo.

Dalaba, 1.200 m. d’altitudine, è la “capitale” di questa regione. Nella parte sud del Fouta Djalon la strada ci condurrà in un paesaggio di grandi savane. A Faranah un ponte in ferro ci permetterà di attraversare il fiume Niger. Arrivo in serata a Kissidougou. Pernottamenti in semplici alberghi locali a Dalaba e Kissidougou.

 

9° giorno / al confine con Sierra Leone e Liberia (la foresta)

L’itinerario, sul confine con la Sierra Leone e la Liberia, ci condurrà in un paesaggio che muta dalla savana alla foresta. Le nostre 4x4 seguiranno una traccia abbandonata fra muri spessi di vegetazione, dall’aspetto impenetrabile. Siamo nella foresta di Ziama. La pista attraversa montagne ripide ed a volte dovremo togliere dei tronchi dalla strada. Una volta abbandonati i veicoli in una radura, continueremo a piedi, accompagnati da guardie forestali esperte in botanica che sapranno illustrarci le meraviglie ed il gigantismo della vegetazione equatoriale. Un sentiero nella luce verde-smeraldo ci condurrà fino alla parte più alta delle montagne. Su una cima, a circa 1.000 m. d’altitudine, in una natura selvaggia e potente, dove le tracce del passaggio umano sono cancellate in tempi brevissimi, abbiamo scoperto un  edificio che da solo rappresenta quasi un secolo di storia. La villa Kinadou è stata costruita in tempo coloniale dal governatore dell’AOF (Afrique Occidentale Française) che risiedeva a Dakar e che veniva in questi luoghi per dei brevi periodi di congedo. Con l’indipendenza la Guinea, il leader nero Sekou Touré scacciò i Francesi e tutti gli altri Occidentali per allearsi con i Sovietici (ed in seguito con Ceausescu), poi chiuse le porte del paese all’Occidente isolandolo in una delle dittature più sanguinarie. Nel 1966 il regime del Ghana fu rovesciato dai militari e l’ex-presidente Nkrumah trovò rifugio in Guinea, ospite di Sekou Touré. Durante questo esilio, che durò fino alla morte nel 1972, Nkrumah fu custodito segretamente nella casa di Kinadou, isolato in queste foreste per essere protetto contro eventuali sicari. Con la fine del regime di Sekou Touré, i Guineani decisero di girare la pagina ed il passato, complesso e drammatico, fu dimenticato. Con il passato anche la villa Kinadou ed i suoi segreti cadde nell’oblio. La foresta ha ricoperto la strada per arrivarci; le terrazze ora silenziose sono state invase dalle liane; la pista di atterraggio degli elicotteri è stata inghiottita per sempre dalla vegetazione così come i misteri, i miti e le leggende di questa zona. Campo nella foresta,

 

10° giorno / Nzerekore - i ponti di liane nella foresta

La foresta nasconde dei segreti. I ponti di liane ne fanno parte. Dei veri capolavori di “ingegneria tribale”, questi ponti possono misurare fino a 70 m. di lunghezza. Sono realizzati esclusivamente con materiale vegetale, come legno e liane, senza chiodi né alcun altro materiale estraneo alla foresta. Solo gli iniziati sanno costruirli e durante la realizzazione e l’installazione dei ponti né le donne né i non iniziati sono ammessi nella foresta al fine di garantire il segreto di queste “tecnologie magiche”. Nzerekore è la capitale della regione forestale. Interessante il piccolo museo etnografico. Pernottamento in semplice hotel locale.

 

11° giorno / i Monti Nimba e gli scimpanzè sacri

Gli scimpanzè appartengono al gruppo dei primati che comprende anche i gorilla e gli orango. Questo gruppo di primati è il più prossimo all’uomo. Insieme con l’uomo le scimpanzè è il solo primate ancore esistente che utilizza abitualmente degli strumenti per procurarsi il cibo, difendersi, comunicare e pulirsi. Degli studi recenti hanno dimostrato l’esistenza di comportamenti e strumenti diversi secondo i gruppi di scimpanzè. Questa scoperta ci conduce a parlare di “culture” differenti all’interno di questo gruppo di primati. Nella regione dei Monti Nimba, sulle colline prossime al villaggio di Bossou, vive una piccola colonia di scimpanzè. Questa colonia utilizza dei pezzi di legno per mangiare insetti e miele naturale, delle foglie per bere e –cosa sorprendente- dei sassi come martelli ed incudine per spaccare le noci di palma. La colonia di scimpanzè a Bossou è considerata sacra dagli abitanti del villaggio, in quanto incarnazione degli spiriti degli antenati. Spesso dicono”gli scimpanzè sono i nostri antenati”. Grazie a questa tradizione magico-religiosa i primati sono stati protetti e non temono l’uomo. Una camminata sulle colline ricoperte da una densa foresta ci permetterà di avvicinarli. Assisteremo anche ad un’uscita di maschere Guerze in un villaggio della regione. Pernottamento in semplice hotel locale.

 

12°-13° giorno / i Monti Going – Bissandoudou - Kankan

Il paesaggio muterà gradualmente da foresta in savana. La pista, attraverso le regioni più meridionali dell’etnia Malinke. é percorsa quasi esclusivamente da rari cercatori d’oro e diamanti, di cui la regione è ricca. Altopiani, vallate e montagne della catena di Going, che raggiunge 1,300 m. d’altitudine, rendono la pista spesso difficile.  La bellezza dei paesaggi e dei villaggi in argilla, dove le capanne sono ricoperte da grandi tetti conici in paglia, i muri decorati da bassorilievi geometrici e colorati con pigmenti naturali, ci faranno dimenticare la difficoltà del percorso. Il nostro passaggio susciterà l’interesse degli abitanti, che saranno onorati di mostrarci le loro case. Il capo villaggio di Bissandoudou ci riceverà all’ombra dell’albero a “palabra”, un gigantesco capoc che protegge la piazza del mercato. Bissandougou è stata la capitale del regno islamico e guerriero di Samory Touré, vinto dopo una lunga guerra dall’esercito coloniale francese. Arrivo a Kankan. Le architetture coloniali della città e del mercato sono rimaste le stesse, come se il tempo si fosse fermato. Cena e pernottamento in hotel.

 

14°-15° giorno / il fiume Niger – la regione Mandè - Bamako - partenza

La regione Mandé, situata tra il Mali e la Guinea, era nel passato chiamata Bambouk. Da qui proveniva una grande quantità d’oro, che ha reso celebri le carovane che partivano da Djennè, Timbuktù e Oualata in direzione del Mediterraneo. Ancora oggi i cercatori d’oro scavano dei pozzi stretti e profondi, dove entrano per sparire nell’oscurità di gallerie misteriose, e dalle quali poi escono con il minerale grezzo, che in seguito le donne riducono a pezzi alla ricerca di tracce del metallo prezioso. Dopo la frontiera del Mali una pista lungo il fiume Niger ci condurrà nella regione di Kanaba, dove vivono le famiglie più importanti di griot dell’Africa Occidentale. I griot rappresentano il principale strumento di trasmissione della storia presso le culture orali del Sahel. “Un griot che muore è una biblioteca che brucia”, diceva Léopold  Senghor. Attorno al fuoco, che illuminerà appena le abitazioni in argilla del villaggio, assisteremo a canti e musiche di questi artisti. Arrivo a Bamako, capitale del Mali, che sembra ancora un grosso villaggio, dove le costruzioni di stile neo-sudanese ocra e bianche creano un'atmosfera di vetustà coloniale. Accanto ai vecchi edifici governativi, testimonianza dell'occupazione francese, conserva intatti i vecchi quartieri africani dalle tipiche case in “banco”, costantemente avvolti in un velo impalpabile di polvere di laterite. Nelle stradine intorno ai vari coloratissimi mercati regna una attività intensa: donne dagli abiti variopinti e piccoli commercianti offrono gli oggetti più disparati, dai prodotti tradizionali dell'artigianato locale alla invitante frutta e verdura degli orti di periferia ai prodotti più sofisticati del consumismo occidentale. Ovunque artigiani intenti al lavoro: orefici, pellettieri, tessitori accoccolati davanti ai rudimentali telai e abilissimi scultori del legno e dell'avorio. Qualche ora di relax oppure visita del mercato centrale di Bamako, dove si possono acquistare le caratteristiche stoffe del Mali. Interessantissima è anche la “Maison de l’artisanat”, uno dei mercati di sculture più interessanti di tutta l’Africa. Se ci sarà tempo visiteremo anche l’interessante museo di Bamako che raccoglie importanti collezioni d’arte primitiva, archeologia e tessuti. Alcune camere disponibili in day-use fino alle ore 18,00, cena libera e trasferimento all’aeroporto e imbarco sul volo per Casablanca.

 

16° giorno / Casablanca – Milano (Roma)

Arrivo in  Italia.

 

N.B.  Per ragioni tecnico-organizzative, il circuito può essere effettuato in senso opposto oppure variando le viste e le tappe senza alterare minimamente le caratteristiche dell’itinerario.

 

    

 

Sistemazioni attualmente previste:

Bissau - Hotel Mar Azur, grandi bungalow con climatizzazione e servizi, oppure Hotel Azalai, standard internazionale

Gabu - Hotel Vision, camere con servizi. Confort modesto

Dalaba - Hotel Tanga, camere con servizi. Confort modesto.

Kissidougou - Hotel Savannah, camere con servizi. Semplice, ma pulito.

Nzérékoré - Hotel Mont Nimba, camere con climatizzazione, confortevole

Kankan - Hotel Bakonko, grandi camere con climatizzazione e servizi, buon confort

Bamako - Hotel Plaza, standard internazionale. Alcune camere in day-use.

 

Altre informazioni:

Trasporti – Si utilizzano minibus e Toyota Land Cruiser 4x4 (con massimo 4 passeggeri + autista), catamarano o motoscafo per la navigazione tra le isole Bijagos.

Organizzazione – Sono previste alcune camminate facili. Per il mezzogiorno si effettuano pranzi a pic-nic. Guida Alberto Nicheli, residente in Africa occidentale da oltre 20 anni e profondo conoscitore delle etnie africane, autisti e cuoco. 

Pernottamenti – Per i pernottamenti in campo, sono forniti tutti gli equipaggiamenti, eccetto il sacco a pelo e il cuscino: tende a igloo, materassini in gommapiuma, tavoli e sedie tipo campeggio. Per l’allestimento delle tende si richiede la collaborazione attiva dei partecipanti.

Clima – Nelle regioni saheliane il clima è temperato, secco e soleggiato con notevole escursione termica tra giorno e notte. In inverno le medie sono di 25°-30° di giorno e 10°-15° di minima. In autunno e primavera le temperature diurne possono arrivare anche a 40° e di sera circa a 20°. Le giornate nelle aree montagnose sono mitigate dall’altezza.

Disposizioni sanitarie – È richiesta la vaccinazione contro la febbre gialla.

Collegamenti aereiSono possibili partenze da tutte le città italiane collegate con Milano con supplemento. Se non esiste accordo tra la compagnia che effettua il volo internazionale e quelle che effettuano i voli nazionali, devono essere emessi due biglietti differenti: questo comporta a volte la necessità di un doppio imbarco dei bagagli e soprattutto che la perdita del volo internazionale non comporta riprotezione, rimborsi o assunzione delle eventuali spese di hotel da parte della compagnia aerea.

Formalità burocratiche – Sono richiesti  visti consolari per Guinea, Guinea Bissau e Mali. Necessario il passaporto con validità di almeno 6 mesi dalla data di partenza e il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla. Per la richiesta dei visti, che saranno effettuati a cura della nostra organizzazione, sono necessari circa 20 giorni .

Caratteristiche e grado di difficoltà – Vera spedizione esplorativa in una regione assolutamente non frequentata dal turismo con grande interesse etnografico e paesaggistico. Varie notti in tenda, alcune camminate.  Temperature medio-alte di giorno nei mesi di Marzo-Aprile e umidità nelle zone di foresta. È necessario un buon spirito di adattamento.


 

 

    

 

 

Organizzazione tecnica:

 

I Viaggi di Maurizio Levi

Via Londonio,4

20154 Milano

 

Tel   02 3493 4528

Fax  02 3493 4595

 

E-mail:

info@deserti-viaggilevi.it

Web site:

www.deserti-viaggilevi.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angelo Tondini è giornalista e fotografo e ha alle spalle 35 anni di attività, con 250 viaggi in 164 Paesi nei cinque continenti. Allievo del grande Art Kane, ha un archivio personale di 1 milione di diapositive. Nel 1988 è stato il primo uomo occidentale a raggiungere le sorgenti del Fiume Giallo in Cina. Nel 1991 ha vinto in Costarica il premio Expotur come reporter dell’anno e nel 2002 il premio ADUTEI (Enti del Turismo Stranieri) come miglior fotografo. Collabora con editori e riviste di tutto il mondo. È socio NEOS (Giornalisti di Viaggio) e CIGV (Club Internazionale Grandi Viaggiatori).

 

 

 

 

 

 

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